L’inverno è il periodo dell’anno in cui, per molte persone, raffreddori, mal di gola e influenze diventano un appuntamento inevitabile. Il freddo, gli ambienti chiusi e la maggiore circolazione di virus mettono sotto pressione il nostro sistema immunitario. In questo contesto, non è raro che ai sintomi respiratori si aggiunga anche il fastidio agli occhi: arrossamento, lacrimazione, bruciore. Spesso si tratta di congiuntivite, una condizione molto comune che può essere direttamente collegata a un’infezione virale stagionale.
La congiuntivite, spesso chiamata “occhio rosso”, è un’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana che riveste la parte bianca dell’occhio e l’interno delle palpebre. Può colpire adulti e bambini e, nella maggior parte dei casi, si risolve senza conseguenze. Tuttavia, capire da cosa è causata e quando è il caso di rivolgersi al medico è fondamentale per gestirla correttamente.
Raffreddore e occhi: qual è il legame?
Durante un raffreddore, il nostro organismo è impegnato a combattere un’infezione virale che interessa soprattutto naso e gola. Alcuni dei virus responsabili del raffreddore, come gli adenovirus, possono però raggiungere anche gli occhi. Questo avviene facilmente: basta toccarsi gli occhi con le mani contaminate dopo aver tossito, starnutito o toccato superfici infette. Anche le minuscole goccioline disperse nell’aria possono entrare in contatto con la superficie oculare. Inoltre, quando siamo raffreddati, le difese immunitarie locali si abbassano e le mucose si infiammano, comprese quelle dell’occhio. In questo contesto, l’occhio diventa più vulnerabile alle infezioni, siano esse virali o batteriche, che possono “approfittare” della situazione. Talvolta l’infiammazione coinvolge anche i dotti lacrimali, favorendo ristagni e irritazioni.
I diversi tipi di congiuntivite
La forma più frequente associata al raffreddore è la congiuntivite virale. Si manifesta con occhi arrossati, bruciore, lacrimazione abbondante e una sensazione di fastidio o sabbia negli occhi. Spesso inizia in un occhio e può estendersi anche all’altro. È altamente contagiosa e tende a comparire durante o subito dopo un’infezione delle vie respiratorie.
In alcuni casi può comparire una congiuntivite batterica, che si riconosce per la presenza di secrezioni più dense, giallastre o verdastre, che possono incollare le palpebre soprattutto al risveglio. Meno frequentemente, l’infiammazione legata al raffreddore può favorire la comparsa di un orzaiolo, un piccolo nodulo doloroso sul bordo della palpebra.
Esiste poi la congiuntivite allergica, che non è legata al raffreddore né è contagiosa. Si presenta soprattutto con prurito intenso, lacrimazione e gonfiore delle palpebre, spesso in entrambi gli occhi, ed è associata all’esposizione a pollini, polvere, peli di animali o altre sostanze irritanti.
Come fa il medico a capire la causa?
L’oculista, nella maggior parte dei casi, riesce a distinguere il tipo di congiuntivite attraverso una visita accurata e alcune domande sui sintomi. La qualità delle secrezioni, la presenza di prurito, il contesto (un raffreddore in corso, un’allergia stagionale, l’uso di lenti a contatto) forniscono indicazioni preziose. Capire la causa è importante perché le terapie sono diverse: gli antibiotici sono utili solo nelle forme batteriche, mentre non hanno alcun effetto su quelle virali o allergiche.
Come si cura la congiuntivite
La congiuntivite virale tende a risolversi spontaneamente nel giro di una o due settimane. In questo periodo, il trattamento è soprattutto di supporto: impacchi freddi, lacrime artificiali e riposo aiutano a ridurre il fastidio. È importante non usare colliri avanzati o condivisi e gettare quelli utilizzati durante l’infezione per evitare reinfezioni. La congiuntivite batterica, invece, può richiedere colliri antibiotici prescritti dal medico, soprattutto se i sintomi sono intensi. Nelle forme allergiche, il trattamento si basa su colliri antiallergici e sull’evitare, per quanto possibile, la sostanza responsabile della reazione.
Quando è meglio consultare subito un oculista
Nella maggior parte dei casi la congiuntivite è una condizione benigna, ma alcuni segnali non vanno sottovalutati. È importante rivolgersi rapidamente allo specialista se compaiono dolore oculare significativo, visione offuscata, forte sensibilità alla luce, arrossamento molto intenso o se i sintomi peggiorano invece di migliorare. Una valutazione tempestiva è ancora più importante per chi ha un sistema immunitario indebolito.
Prevenzione: piccoli gesti che fanno la differenza
Lavarsi spesso le mani, evitare di toccarsi o strofinarsi gli occhi e non condividere asciugamani, trucchi o colliri sono abitudini semplici ma fondamentali, soprattutto durante un raffreddore. Se si portano lenti a contatto, è consigliabile sospenderne l’uso fino alla completa guarigione. Anche il trucco occhi andrebbe evitato e, una volta guariti, sostituito.
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