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Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE): l’importanza dell’alimentazione per questa patologia

È una patologia multifattoriale la cui causa certa non è stata ancora identificata.

 

La degenerazione maculare legata all’età colpisce principalmente i soggetti con più di 65 anni; ogni anno in Italia si registrano circa 63mila nuovi casi, per un totale di circa 1 milione di pazienti dei quali 200-300.000 presentano la forma avanzata. Quasi sempre la malattia è progressiva, colpisce entrambi gli occhi, anche a tempi diversi e con quadri clinici di gravità differente.

È una patologia multifattoriale la cui causa certa non è stata ancora identificata; risultano sicuramente importanti i fenomeni legati all’invecchiamento della retina e i danni sui suoi recettori causati dai radicali liberi. Dunque è fondamentale una combinazione tra fattori genetici ed ambientali per lo sviluppo della patologia.

FISIOPATOLOGIA

È difficile definire le cause scatenanti la DMLE, infatti questa è una patologia considerata multifattoriale.

Si possono tuttavia elencare i fattori di rischio ad oggi considerati più importanti, distinguendoli tra modificabili e non modificabili.

Tra i fattori di rischio non modificabili:

  • Età - Tutti gli studi concordano sul fatto che la prevalenza, l’incidenza e la progressione della patologia crescano in maniera significativa con l’aumentare dell’età dei pazienti.
  • Genetica / Familiarità - I parenti di primo grado di un soggetto affetto da DMLE presentano un rischio 3 volte maggiore di sviluppare la stessa patologia rispetto alla popolazione generale. Questo conferma la tesi che vede le componenti genetiche avere un ruolo importante nella patogenesi della DMLE.
  • Sesso - Alcuni studi scientifici hanno dimostrato differenze statisticamente significative per il rischio di DMLE nei due sessi a sfavore del sesso femminile, dove la patologia si presenta con maggior frequenza.
  • Etnia - La prevalenza della DMLE è maggiore nella popolazione bianca rispetto a quella nera, soprattutto per quanto riguarda la forma più grave (umida).

Tra i fattori di rischio modificabili:

  • Fumo di sigaretta - questo è considerato uno dei principali fattori di rischio. L’incidenza della DMLE può variare sia in rapporto agli anni di fumo che in relazione alla quantità di sigarette fumate, amplificando il rischio di DMLE aumentando lo stress ossidativo e stimolando alla formazione di neovasi
  • Alcool - l’abuso di alcool può comportare un aumento del rischio di DMLE anche notevole
  • Dieta - una dieta non equilibrata ricca di grassi e povera in vegetali può portare ad una carenza di vitamine e antiossidanti, aggravando il danno dei radicali liberi sulla retina
  • Obesità - i soggetti obesi hanno dimostrato un rischio maggiore di sviluppare la DMLE
  • Vita sedentaria - a vita sedentaria è stata correlata ad un più alto rischio di sviluppare DMLE
  • Luce blu e luce solare sono considerate tra i fattori di rischio più importanti per la DMLE; la luce blu, contenuta nei raggi solari e nelle emissioni luminose di schermi e display, aumenta esponenzialmente il danno retinico attraverso l’aumento della produzione di detriti e radicali liberi a livello dei fotorecettori, soprattutto nella macula.

Fisiologicamente l’occhio è dotato internamente di una membrana permeabile, chiamata membrana di Bruch (MB), la quale a livello retinico favorisce il passaggio di ossigeno e nutrienti alla retina ed elimina da questa i prodotti di scarto. Con l’avanzare degli anni, la permeabilità di questa membrana si riduce di circa il 50% già a 40 anni fino quasi a scomparire intorno agli 80 anni. I pazienti colpiti dalla DMLE mostrano a livello della macula retinica alterazioni della MB insieme ad alterazioni dell’epitelio pigmentato retinico (EPR), quindi i detriti prodotti dai fotorecettori e che normalmente vengono processati ed eliminati dall’EPR si accumulano a formare dei depositi, chiamati DRUSEN. Questi progressivamente possono aumentare di dimensioni, confluire tra loro e indurre la degenerazione dei fotorecettori; ciò causa la perdita di visione in quel settore di retina. Nella forma essudativa, neovasi anomali a livello retinico inducono stravaso di liquidi (edema maculare) e talvolta emorragie, che danneggiano l’epitelio retinico portando a cecità.

QUANTE FORME DI DMLE SI CONOSCONO?

Se ne distinguono due forme: la forma umida o essudativa, più rara (colpisce il 10-15% dei pazienti) e la forma secca o atrofica, più diffusa, che può mutare in forma umida.

La forma umida é caratterizzata dalla formazione di nuovi vasi retinici anomali dalla parete molto fragile che provocano la fuoriuscita di fluido (edema maculare), distacchi dell’EPR e, a volte, emorragie. La progressione di questa forma è molto più rapida e comporta la formazione di una cicatrice che rimpiazza la normale retina centrale, portando a cecità completa.

La forma secca è la più frequente ed è caratterizzata da un’atrofia della retina centrale. Questa forma mostra la presenza di drusen, depositi di materiale derivato da un alterato metabolismo delle cellule dei fotorecettori, secondario ad alterazioni dell’EPR, e ad un ispessimento della membrana di Bruch.

COME SI MANIFESTA LA DEGENERAZIONE MACULARE SENILE?

Negli stadi iniziali la DMLE può non manifestare sintomi. E’ possibile notare inizialmente una visione più annebbiata, difficoltà a mettere a fuoco i dettagli più piccoli, sia a distanza ravvicinata che da lontano. In seguito, le linee dritte possono apparire deformate o interrotte in più parti. Si possono notare linee e forme distorte in oggetti comuni, come ad esempio la visione di porte e finestre storte o quaderni a quadretti.

Ecco alcuni campanelli d’allarme:

  • La comparsa di una macchia scura o sfuocata al centro del campo visivo
  • I volti iniziano ad apparire poco nitidi
  • Difficoltà nella distinzione dei colori
  • Diminuita sensibilità al contrasto
  • Fatica a passare dal chiaro alla penombra
  • Distorta percezione della profondità
  • Aumentata sensibilità alla luce
  • La vista appare migliore di notte
  • I lavori di precisione come il cucito diventano impossibili

Talvolta è colpito principalmente un occhio mentre l’altro continua a vedere bene per un discreto periodo di tempo. “L’occhio buono” compenserà la perdita della vista di quello malato e ciò rende difficile notare il problema finchè anche l’altro occhio non ne sarà colpito. Ecco perché è così importante fare visite periodiche dal proprio Medico Oculista. La degenerazione maculare senile non causa dolore e la sua progressione può essere lenta o rapida.

COME È POSSIBILE RIDURRE IL RISCHIO DI DEGENERAZIONE MACULARE?

La strada maestra passa attraverso la prevenzione, tramite la riduzione dei fattori di rischio cosiddetti modificabili:

  • Smettere immediatamente di fumare
  • Ridurre al minimo l’assunzione di alcool
  • Attuare una dieta ricca di frutta e verdura, preferendo carni bianche e pesce rispetto alla carne rossa
  • Ridurre il peso corporeo e fare un’adeguata attività fisica
  • Proteggere la vista fin da piccoli durante attività lavorative o ricreative prolungate al sole (ad esempio alla guida, al mare, in montagna o durante la vita all’aria aperta), oltre che durante l’utilizzo prolungato di schermi e display, tramite occhiali da vista e/o da sole dotati di filtri adeguati nelle lenti (filtro anti-UV e per la luce blu) In particolare, alcune scelte alimentari possono aiutarci a ritardarne comparsa e progressione, mentre altre possono causarle.

In particolare:

Luteina e zeaxantina
La luteina è il principale carotenoide contenuto nella macula, che agisce come un filtro che protegge la macula dalla luce solare, ed è presenta nelle uova e nelle verdure a foglia verde (spinaci, verza, cavolo). La zeaxantina, carotenoide del gruppo delle xantofille, è invece presente anche in alimenti come il granoturco, il succo d’arancia, il mango e il tuorlo d’uovo. Diversi studi osservazionali hanno dimostrato come una dieta ricca di verdure a foglie verdi (cavolo, spinaci, cavolo riccio) e alimenti ricchi in luteina protegga dal rischio di sviluppare DMLE.

Licopene
E’ noto che l’alimento più ricco in licopene è il pomodoro, ma in generale si ritrova in quantità abbondanti in frutta e verdura di colore rosso/arancio/giallo, ancor meglio se cotte. Il licopene può aiutare a prevenire l’osteoporosi, regolare il colesterolo e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari; in più il licopene è tra i più potenti antiossidanti naturali e in diversi studi ha dimostrato di possedere anche una spiccata attività contro la formazione di neo vasi patologici. Assumerne dunque quantità adeguate con la dieta o tramite integratori alimentari può essere molto utile nel contrastare la formazione di vasi anomali nella DMLE, soprattutto in quella di tipo essudativo.

Resveratrolo
Il vino rosso e le noci contengono resveratrolo, un potente antiossidante che interagisce con i radicali liberi, utile contro l’invecchiamento e nella riduzione del rischio cardiovascolare. Il resveratrolo ha dimostrato di avere anche un effetto protettivo nei confronti del rischio di progressione della DMLE: gli studi indicano che soggetti che consumano vino rosso con moderazione, ricco di resveratrolo, presentano una riduzione del 34% del rischio di insorgenza della DMLE.

Omega-3
Grazie al notevole contenuto di acidi grassi Omega-3 contenuti, mangiare alcuni tipi di pesce, come il pesce azzurro (meglio ancora se “a filiera corta”) ed il salmone può rallentare la DMLE. Uno studio effettuato su quasi 1.000 pazienti con età superiore ai 73 anni conferma difatti che un elevato apporto di omega-3 può ridurre del 38% il rischio di sviluppare DMLE.

DMLE: ALIMENTI AMICI E NEMICI

 

   Alimenti amici
Ecco alcuni alimenti che contengono sostanze nutitive e proprietà benefiche utili a contrastare le degenerazione maculare
Ortaggi rosso/arancio
(pomodori maturi, carote, peperoni)
Pesce azzurro
Verdura a foglie verdi
(spinaci, verza, cavolo)
Frutta
(uva rossa, arancio, mango, anguria, pompelmo, albicocca, melograno, ciliegie, fragole)
Tuorlo d'uovo
Noci

 

   Alimenti nemici
Ecco alcuni alimenti che possono favorire l'insorgenza e la progressione della degenerazione maculare
  
Bevande alcoliche
  
Cereali raffinati
Dolciumi
  
Cibi ipercalorici e lavorati

  
Alimenti molto salati
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