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Insonnia - Il sonno

I sintomi notturni indicatori dell’insonnia sono: difficoltà ad iniziare o mantenere il sonno, risveglio precoce mattutino e sonno poco ristoratore.

 

Il sonno

Il sonno è comunemente definito come uno stato di riposo contrapposto alla veglia. Grazie ad esso il corpo e la mente vanno in una condizione di standby con una vera e propria modificazione del livello di coscienza. Durante questa fase la frequenza cardiaca e respiratoria si rallentano, la pressione arteriosa si riduce, il tono muscolare e la temperatura corporea si abbassano.

La sua funzione è stata spiegata da diverse teorie:

  • Teoria del restauro: il sonno viene visto come un mezzo efficace per il rilancio e ripristino dei processi che mantengono il corpo e la mente sani e ben funzionanti;
  • Teoria evolutiva: il sonno esiste per un mero adattamento al ciclo giorno/notte;
  • Teoria del consolidamento dell’informazione: il sonno non è altro che un periodo durante il quale si possono elaborare le informazioni acquisite nella giornata.

Durante le ore di sonno è possibile monitorare l’attività elettrica del cervello e rappresentarla sull’elettroencefalogramma che esprime mediante vari tipi di onde (delta, theta, alfa, beta e gamma) le varie fasi. Queste sono:

  • La fase non-REM: sonno lento o sincronizzato;
  • La fase REM: sonno rapido o non sincronizzato.

Nel corso della notte, le fasi non-REM e REM si alternano regolarmente circa ogni 90 minuti. Nella prima parte della notte prevale la fase non-REM e gli stadi di sonno profondo mentre nella seconda parte, quando si ci avvicina al risveglio, prevale la fase REM. Oltre a queste fasi sono presenti numerosi microrisvegli della durata di pochi secondi che interrompono la continuità del sonno senza alcuna consapevolezza da parte del soggetto che dorme.

L’insonnia

Per essere di qualità il sonno deve durare a sufficienza, deve essere collocato nelle ore più idonee e deve essere più possibile intenso con una quantità fisiologica e non eccessiva di microrisvegli periodici. La qualità infatti si basa su quattro parametri fondamentali:

  • DURATA
  • INTENSITA’
  • CONTINUITA’
  • STABILITA’

Una qualsiasi variazione di questi parametri può generare differenti tipi di disturbi talvolta sottodiagnosticati che possono portare a un peggioramento delle performance diurne, della capacità di mantenere l’attenzione e della concentrazione. Difficoltà a prendere sonno, frequenti risvegli nella notte, risveglio precoce al mattino, senza riuscire ad addormentarsi nonostante vi siano opportunità e circostanze favorevoli per poter dormire può rappresentare un primo campanello d’allarme.

L’esordio può verificarsi in ogni momento della vita ma il primo episodio è più comune nei giovani adulti. Meno frequentemente inizia nell’infanzia e nell’adolescenza. Nelle donne può verificarsi durante la menopausa mentre nell’anziano può essere ancora più ricorrente a causa anche della maggior incidenza di problemi di salute fisica correlata all’invecchiamento.

I fattori di rischio che concorrono alla comparsa dei disturbi del sonno sono svariati:

  • Fattori caratteriali temperamentali: profili di personalità e stili cognitivi ansiosi o inclini alla preoccupazione;
  • Fattori ambientali: rumore, luce, temperatura eccessivamente calda o fredda;
  • Fattori genetici e fisiologici: il genere femminile e l’invecchiamento sono associate all’aumento della vulnerabilità dell’insonnia. Hanno più probabilità di verificarsi quando individui predisposti sono esposti ad eventi precipitanti, quali eventi importanti della vita (malattia, separazione) o stress quotidiani meno gravi ma cronici.

A seconda della durata, l’insonnia si distingue in:

  • transitoria (che dura alcuni giorni),
  • di breve durata (che dura alcune settimane),
  • di lunga durata (che dura mesi).

L’insonnia transitoria insorge in individui che spesso presentano una storia normale dal punto di vista del sonno e che stanno affrontando uno stress acuto come per esempio una malattia o anche semplicemente il jet-lag.

L’insonnia di breve durata invece si presenta in individui che devono affrontare situazioni stressanti più prolungate, quali un lutto o una grave malattia.

L’insonnia di lunga durata è caratterizzata da una durata superiore al mese. In quest’ultimo caso però è necessario considerare la concomitanza con altre patologie.

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