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Insonnia - “Insomnia disorder” e patologie associate

Le relazioni causali tra diversi disturbi medici e psichiatrici e l’insonnia stessa sono spesso bidirezionali.

 

I vecchi criteri diagnostici distinguevano le insonnie primarie dalle secondarie, in base alla copresenza o meno di un’altra malattia organica. Le ultime classificazioni dei disturbi del sonno hanno invece eliminato questa distinzione poiché le relazioni causali tra diversi disturbi medici e psichiatrici e l’insonnia stessa sono spesso bidirezionali, cioè una patologia può causare l’altra e viceversa. Si è quindi arrivati alla definizione di “insomnia disorder”, indipendentemente o in associazione ad un’altra patologia medica o psichiatrica.

Studi recenti hanno dimostrato che le patologie concomitanti più frequenti sono: depressione e/o altri disturbi psichiatrici e OSA (apnea ostruttiva del sonno). Da sempre è conosciuta l’associazione insonnia e disturbi psichiatrici (depressione, ansia e disturbi bipolari) mentre è tuttora poco conosciuta l’associazione insonnia-OSA.

L’apnea ostruttiva del sonno (OSA)

E’ una patologia grave ancora poco nota ma largamente diffusa nella popolazione generale. Si presenta come cessazione o riduzione della respirazione che causa repentine oscillazioni nell’ossigenazione del sangue con conseguenti danni a livello di molti organi e frequenti risvegli (microrisvegli) con successiva frammentazione del sonno.

L’insonnia e disturbi psichiatrici

L’insonnia oltre che ad essere causata da una patologia concomitante come nel caso dell’OSA, può rappresentare anche un sintomo di un’altra patologia concomitante. Questo è il caso dell’associazione insonnia – depressione – ansia. Circa la metà delle cause di insonnia infatti sono dovuti a disturbi psichiatrici e tra questi i maggiormente rappresentati sono depressione e ansia. In particolare la maggior parte dei soggetti con depressione presenta qualche forma di disturbo del sonno che spazia dalla difficoltà di addormentarsi, ai frequenti risvegli notturni, risvegli precoci mattutini e una globale sensazione di sonno non riposante. Similmente nei soggetti con disturbi di ansia si registrano maggiori difficoltà ad addormentarsi. Considerando che si tratta di patologie definite bidirezionali, studi recenti hanno dimostrato che la sola insonnia possa essere un fattore di rischio per lo sviluppo di depressione e ansia. La mancanza di sonno perciò non solo porta a conseguenze facilmente intuibili quali mancanza di concentrazione diurna, spossatezza, irritabilità etc. ma modifica anche il normale fisiologico alternarsi circadiano il cui esito finale può condurre a quelle alterazioni funzionali alla base di depressione ed ansia. Depressione e insonnia sono reciprocamente collegate in una sorta di circolo vizioso in cui la presenza di un componente aumenta il rischio di sviluppare anche l’altro disturbo.

L’insonnia e patologie cardiovascolari

L'insonnia ha un profondo impatto sullo stato di benessere e di salute della persona, tanto che numerose patologie mediche risultano più frequenti nelle persone con una scarsa qualità o quantità di sonno. In particolare, numerosi dati epidemiologici e clinici evidenziano anche l'associazione tra l'insonnia e diverse patologie cardiovascolari. La correlazione sonno-apparato cardiovascolare è rilevante, sia per l'elevata prevalenza dei disturbi del sonno e delle malattie cardiovascolari, sia per l'influenza che le due patologie esercitano l'una nei confronti dell'altra. Attraverso la mancanza di sonno o la sua frammentazione, l'insonnia può intervenire nella genesi delle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, che hanno a loro volta un impatto importante sulla mortalità e sulla disabilità. Inoltre, valutando l'insonnia da un punto di vista biologico, è stato documentato che i pazienti insonni manifestano uno stato di attivazione cognitiva e cerebrale che può generare un aumento della pressione e/o frequenza cardiaca, un aumento del metabolismo basale e un aumento della temperatura corporea. In aggiunta, nei pazienti che soffrono di insonnia è stato dimostrato un elevato metabolismo cerebrale. Vista, quindi, la relazione che intercorre tra patologie cardiovascolari e disturbi del sonno, una gestione appropriata di questi ultimi può assumere particolare importanza per contribuire a migliorare i livelli di salute e la qualità di vita dei pazienti.

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