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Steatosi epatica (NAFLD) - Prevenzione e domande frequenti

L’approccio più diffuso per la cura della NAFLD è sicuramente una modifica dello stile di vita.

 

Consigli pratici e prevenzione

La NAFLD è una patologia asintomatica, per questo non è semplice individuarne i campanelli d’allarme. Spesso la diagnosi viene fatta per caso e magari dopo anni cosicché il grasso continua ad accumularsi fino a danneggiare il fegato. I primi segnali che possono farci insospettire riguardano i valori alterati negli esami del sangue (transaminasi alte) o alla palpazione, durante una visita, il medico potrebbe riscontrare un fegato leggermente ingrandito. Appare quindi evidente l’importanza dell’identificazione precoce del paziente portatore di NAFLD, l’inquadramento generale del paziente ed un precoce intervento personalizzato di terapia e/o monitoraggio. Queste sono azioni essenziali per la cura e prevenzione ottimale di questi soggetti.

L’approccio più diffuso per la cura della NAFLD è sicuramente una modifica dello stile di vita: dieta, esercizio fisico e/o trattamento delle patologie concomitanti. Per le raccomandazioni dietetiche valgono in linea di principio quelle raccomandabili per una perdita di peso graduale in quanto una perdita di peso rapida causa un aumento della steatosi.

Domande frequenti

  1. Diagnosticare la sindrome metabolica è la stessa cosa di diagnosticare NAFLD?
    No. La diagnosi della sindrome metabolica può essere uno strumento utile per assicurare la diagnosi della NAFLD. Tramite analisi per quantificare glicemia, trigliceridi e colesterolo si può definire la presenza della sindrome e di conseguenza della NAFLD. Ma la NAFLD può anche essere presente con uno solo dei fattori necessari per la diagnosi della sindrome (per esempio anche solo un livello elevato di trigliceridi può indicare NAFLD).
  2. Chi non è affetto da sindrome metabolica può ritenersi al sicuro da NAFLD?
    No. Anche chi non è affetto dalla sindrome metabolica può avere un fattore che possa influenzare negativamente il quadro clinico di un paziente. Se una persona è affetta dal virus dell’epatite C e ha anche elevati livelli di trigliceridi avrà maggiore possibilità di avere la NAFLD. Oppure anche un moderato bevitore di alcol, con diabete può essere a rischio di NAFLD. Possono entrare in gioco diversi fattori che non includono la sindrome metabolica ma che combinati tra loro possono portare comunque all’insorgenza della NAFLD.
  3. Chi è il paziente che ha più frequentemente la NAFLD e rischia di più l’evoluzione verso la steatoepatite?
    Il paziente che rischia di più è un paziente di età ≥ 45 anni, con abitudini alimentari scorrette, vita sedentaria, sovrappeso, diabete, colesterolo cattivo alto (LDL) e buono basso (HDL), ipertensione, epatite C. Considerando anche i tre fattori in grassetto sarà anche un paziente con sindrome metabolica.
  4. Quali altri profili di pazienti possono essere affetti da NAFLD?
    • Anziani con ridotta capacità di eliminare i grassi dal fegato, quindi con ridotte funzionalità epatiche e con pressione elevata può essere a rischio.
    • Donne in menopausa con elevati livelli di colesterolo e trigliceridi ed uno stile di vita sedentario.
    • Uomini e donne che assumono più farmaci per diverse patologie hanno sicuramente una ridotta funzionalità epatica e questo in associazione con qualsiasi altro fattore come per esempio pressione alta o trigliceridi o colesterolo elevati o moderati bevitori di alcol.
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